Di nuovo al Museo, dove siamo rimasti fino all’ora di pranzo. Dopo pranzo, gita in carrozza a Capo di Monte, tornando a casa per la Via Vittorio Emanuele. La sera al San Carlino, Pulcinella, come venditore di Cri-Cri [1], un pezzo recitato in modo molto drammatico; ma non particolarmente buono.
[1] Nell’Ottocento a Napoli, i venditori ambulanti usavano talvolta travestirsi da Pulcinella non solo per Carnevale, ma anche nelle feste patronali per attirare l’attenzione dei passanti e dei turisti del Grand Tour. Il Cri-Cri era una piccola raganella o tric-trac popolare, di legno o di latta, il cui nome deriva dal caratteristico rumore prodotto dallo strumento.
