Compleanno di Hansen; ne faccio un giorno di raccoglimento! Lavoro con i bambini; digiuno, visita alla mia tomba, voto solenne di accettare come giusto tutto ciò che è grave e penoso! … Andata al teatro, lassù incontrati Brandt e i Brückner, giunge anche R., torniamo a casa [1]; la sera scelto il sipario della sala dei Gibichung [2]. Unica cosa che rallegra è l’occuparsi di queste faccende artistiche! …
R. continua la lettura della “Storia degli Arabi” e ci racconta storielle divertenti tratte da essa. Parla anche della differenza che si manifesta quando improvvisamente subentra l’essenza cristiana: la morte di San Ferdinando [3], quanto è commovente! Quanto ci è familiare! È l’umiltà che vi è contenuta, e che tanto ci tocca. Addormentata con pensieri affettuosi rivolti a Hans.
[1] Nel testo originale è scritto „wir fahren heim“, che significa “torniamo a casa”. Il verbo fahren indica lo spostamento con un mezzo, ad esempio una carrozza, contrapposto a gehen (“andare a piedi”).
[2] La Gibichungen-Halle compare per la prima volta nella Götterdämmerung all’inizio dell’Atto I, scena seconda, indicata esplicitamente nella didascalia scenica: «In der Halle der Gibichungen am Rhein». La sala dei Gibichunghi diventa il luogo dell’inganno politico e della manipolazione di Hagen, assumendo un ruolo simbolico centrale nello svolgimento tragico del dramma. Gibichungen significa letteralmente “discendenti di Gibich” (in tedesco, il suffisso -ungen indica appartenenza genealogica). Gibich è il re mitico dei Burgundi nel Nibelungenlied. Wagner utilizza il termine per indicare la stirpe umana di Gunther, Gutrune e Hagen, contrapposta al mondo degli dèi nella Götterdämmerung.
[3] Ferdinando (1402–1443), infante del Portogallo, cadde nelle mani dei Mori e, poiché le Cortes non vollero riscattarlo, rimase in prigionia fino alla morte; proclamato beato nel 1470. Qui però è più probabile, anche in riferimento al 14 gennaio, che si tratti di Ferdinando III di Castiglia, detto il Santo (1199–1252), che portò a compimento la Reconquista, unificatore del regno castigliano, canonizzato nel 1671.
Traduzione in italiano di Claudia Bilotti [© Claudia Bilotti | WAGNER Salon]
