Martedì 30 (30 maggio 1876)

Cosima Wagner Diari

Prova; Richter è qui, pranza con sua moglie da noi; la prova, durante la quale R. mostra tutto personalmente, lo ha molto affaticato, ma la gioia per Unger rimane. Dopo pranzo R. riflette se nel Rheingold Wotan, mentre saluta Walhall (“so nenne ich die Burg”), non debba far sollevare una spada, che Fafner, poiché non è d’oro, ha scostato con disprezzo dal tesoro. Sarà la spada che Wotan conficca nel frassino; Alberich l’ha fatta forgiare per la lotta contro giganti e dèi. Richter racconta che il signor Jauner non ha compreso perché R. conceda la Walküre così malvolentieri; altri compositori sarebbero felici se si rappresentassero le loro opere! … La sera R. torna molto affaticato dalla prova di nuoto [1]. (Il sultano Abdul Assis è stato deposto e strangolato – uno strano esito della conferenza tra Andrássy, Gortschakow e Bismarck! [2])


[1] Si riferisce alle macchine sceniche. A Bayreuth nel 1876, per rendere le scene d’acqua del Bayreuther Festspiele soprattutto nel Das Rheingold, si usavano trucchi scenici abbastanza ingegnosi per l’epoca. Per simulare il fiume Reno e il “nuoto” delle Rheintöchter, il teatro non aveva acqua vera sul palco: si creava invece un’illusione visiva. Le tecniche principali erano queste: Le onde artificiali venivano ottenute con grandi teli di tessuto o strisce di stoffa tesa sotto il palcoscenico o davanti alla scena. Questi materiali venivano mossi manualmente o con sistemi a rulli, creando un movimento ondoso continuo. Per dare l’effetto di profondità, si usavano vetri, tulle e materiali semi-trasparenti: le cantanti erano parzialmente nascoste, così sembrava che galleggiassero o emergessero dall’acqua. La luce a gas (prima dell’elettricità moderna) veniva regolata per simulare riflessi e variazioni dell’acqua, aumentando l’illusione di movimento liquido. Infine, le interpreti non nuotavano davvero: si muovevano su pedane inclinate o piattaforme mobili, con coreografie lente che imitavano il galleggiamento.

[2] Julius (o Gyula) conte Andrássy il maggiore (1823–1890), statista austro-ungarico, ostacolò la politica anti-prussiana di Beust e gli succedette come ministro degli Esteri nel 1871; il principe Alexander Michajlovič Gorčakov (1798–1883), statista e diplomatico russo, cancelliere dal 1862, sostenne la politica di Bismarck fino al 1878, quando al Congresso di Berlino si giunse alla delimitazione delle sfere d’interesse; cfr. guerra russo-turca, nota del 25 aprile e Disraeli (28 dicembre 1877); Andrássy aveva con Bismarck e Gortschakow nel 1872 dato forma alla Lega dei Tre Imperatori e ora, nel 1876, preparava l’intesa con la Russia nell’incontro imperiale di Reichstadt; si ritirò nel 1879.


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