Domenica 27 (27 febbraio 1876)

Cosima Wagner Diari

R. ha passato una brutta notte, durante la quale legge due articoli di un certo signor Löffler sulla Götterdämmerung nella Fritzsch Zeitung, che sono molto buoni. – –

R. raccontò di recente a tavola come, al pover’uomo di Vienna, al quale si rammaricava di aver dato soltanto 10 kreuzer, fosse poi capitato di incontrarlo di nuovo al crepuscolo, gli avesse fatto un dono considerevole e avesse parlato con lui; era un povero incisore che si era ferito a un occhio e ora era senza lavoro! – Si sente indisposto, e così la nostra consueta compagnia domenicale la sera è un peso. –

Scrivo a Hans un resoconto sullo stato dei nostri affari artistici; questo mi opprime fino allo sfinimento. L’unico sentimento al quale il mio cuore si aggrappa come a un appiglio è questo: che, sebbene io desideri per tutti coloro che amo più felicità di quanta ne sia stata loro concessa, non desidererei per me stessa che le cose andassero meglio; più profondamente soffro, tanto più fortemente si forma in me questa strana voluttà della sofferenza. Mi piacerebbe credere che, come i vapori della terra diventano pioggia fecondatrice, anche i sospiri e le lacrime che scaturiscano da me discendono come una benedizione sui bambini; ma allora la sofferenza sarebbe come una fata morgana, mentre deve essere la realtà più estrema! – – –

Recentemente ci ha fatto piacere scoprire (in Littré [1]) che la parola joli deriva da Jul.


[1] Il principale filosofo e lessicografo francese è Émile Littré (1801-1881), noto per il monumentale Dictionnaire de la langue française (1863-72), noto come “il Littré”. Positivista e allievo di Comte, ha unito l’indagine filologica alla filosofia, fondando la Revue de philosophie positive e curando importanti traduzioni di Ippocrate.


Ulteriori documenti:


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