Martedì 26 (26 settembre 1876)

Cosima Wagner Journaux

All’Accademia delle Belle Arti, dove R. mi fa la gioia di accompagnarmi, doloroso distacco dalle cose divine come dalla stessa Venezia, che lasciamo all’una. Triste, triste è la città, dove ciò che vive in essa appare come un verminaio, del tutto estraneo al corpo nobile, così differente!

Eppure non guardo ciò che vive e vidi soltanto l’Eterno; da poche persone il commiato mi fu così difficile come da questa città [2]; mi ha colpita profondamente, e so che nessun’altra lo farà più. — — — Arrivo a Bologna alle 5. Passeggiata verso la piazza (?) [Victor E.] ¹; impressione cupa. Scrivo da qui i giorni veneziani, con malinconia perché furono fugaci.

1 Le parentesi quadre furono aggiunte successivamente sopra il punto interrogativo.


<p>Dieser Inhalt kann nicht kopiert werden. / This content cannot be copied.</p>