All’Accademia delle Belle Arti, dove R. mi fa la gioia di accompagnarmi, doloroso distacco dalle cose divine come dalla stessa Venezia, che lasciamo all’una. Triste, triste è la città, dove ciò che vive in essa appare come un verminaio, del tutto estraneo al corpo nobile, così differente!
Eppure non guardo ciò che vive e vidi soltanto l’Eterno; da poche persone il commiato mi fu così difficile come da questa città [2]; mi ha colpita profondamente, e so che nessun’altra lo farà più. — — — Arrivo a Bologna alle 5. Passeggiata verso la piazza (?) [Victor E.] ¹; impressione cupa. Scrivo da qui i giorni veneziani, con malinconia perché furono fugaci.
1 Le parentesi quadre furono aggiunte successivamente sopra il punto interrogativo.
Traduzione in italiano di Claudia Bilotti [© Claudia Bilotti | WAGNER Salon]
