Uno di questi giorni, con R., sono salita lassù; l’impalcatura è stata rimossa – un’impressione sublime della sala degli spettatori come del palcoscenico, quasi da sogno; suscita una malinconia solenne! Quanta poca partecipazione reale accompagnò lo spirito che qui si manifesta, quanto è distaccato – Come un tramonto mi risplende incontro questo edificio; nessuna aurora! Ho pensato molto, molto a Hans. Oggi, lunedì, R. ha avuto piacere per il signor Unger, che ha provato ancora una volta, dopo essere stato a lungo indisposto. Il signor Schlosser era presente anche lui, avanzava alte pretese. Scrivo le buste dei patroni onorari. La sera il signor Brassin [1], il violinista da Breslavia – già diversi sono qui, e ci si potrebbe rallegrare del lavoro imminente, se non fosse per la preoccupazione che ci opprime e per un’esperienza sulla quale ci facciamo un dovere di tacere.
[1] Gerhard Brassin (nato nel 1844), direttore d’orchestra del Tonkünstlerverein di Breslau dal 1875 al 1880, fratello di Louis Brassin; vedi la nota del 29 agosto 1871.
Traduzione in italiano di Claudia Bilotti [© Claudia Bilotti | WAGNER Salon]
