R. non sta peggio, ma non sta ancora bene; viene con me in carrozza alla prova d’orchestra e anche qui ha tutto da dire! Nel pomeriggio seconda prova del terzo atto (Walküre). Ieri c’è stata la prima, con la profonda commozione di tutti i partecipanti e degli spettatori. Quando R. mostrò alla sig.na Scheffsky il gesto con il quale passa da una disperazione rigida a uno spavento gioioso e a un giubilo rapito, a tutti noi correvano le lacrime dagli occhi. Davvero carino, mi disse Pr. Doepler, che ogni sera tutti gli artisti si entusiasmavano per Wagner e compativano i poveri patroni, i quali avrebbero assistito soltanto ad alcune rappresentazioni e in realtà non sapevano affatto nulla della cosa. “Vogliamo pagare i 300 talleri”, dice, “noi godiamo di questo tempo”. Il raggruppamento delle Valchirie è magnifico. La roccia appare come un nido di Valchirie. Pr. D. dice di sapere che R. sarebbe diventato molto vecchio, e precisamente soltanto perché se lo era proposto! R. però era molto stanco alla fine di queste prove. Oggi lettere d’affari per lui: al dottor Simson a Berlino (Fürstner), poi al signor Voltz riguardo al signor Batz, il quale, nella sua sfrontatezza, non desiste. È per me terribile pensare che Fidi, dopo la nostra morte, dovrà ancora avere a che fare con quest’uomo.
Traduzione in italiano di Claudia Bilotti [© Claudia Bilotti | WAGNER Salon]
