Prove: Unger, Reichenberg, Schlosser, Rheintöchter. Seidl, Fischer e Mottl conducono i carri [1]. Wagner dice: “Seitl”, Fischer “in acqua” e “Mottlazioni!”. Signora Grün. Kühnert. Brucks. Jaide.
[1] Si tratta di macchine sceniche. Nel 1876, in occasione del primo Festival di Bayreuth, Richard Wagner mise in scena Der Ring des Nibelungen e, per ottenere effetti scenici realistici — in particolare nelle scene ambientate nel Reno con le Rheintöchter che nuotano — fece ricorso a una serie di dispositivi teatrali innovativi.
Non si trattava di “macchine per il nuoto” in senso letterale, cioè dispositivi in grado di far nuotare gli attori, bensì di soluzioni sceniche progettate per simulare l’acqua e il movimento del nuoto, tra cui: macchine sceniche per la creazione di onde e increspature; un’illuminazione controllata per suggerire la profondità dell’ambiente acquatico; tulle e veli trasparenti per rendere l’effetto di immersione; piattaforme mobili e sistemi di sollevamento per far “galleggiare” o muovere le interpreti. L’obiettivo di Wagner era quello di ottenere un realismo di tipo simbolico: il pubblico doveva percepire un ambiente acquatico credibile, pur essendo realizzato interamente attraverso i mezzi tecnici e i trucchi teatrali dell’epoca.
Traduzione in italiano di Claudia Bilotti [© Claudia Bilotti | WAGNER Salon]
