Questa mattina ho detto a Eilers, senza riguardi, quello che pensavo. L’ho ferito con parole taglienti, affilate come coltelli. Dio sa che cosa gli ho detto. Era molto abbattuto. La prova con la signorina Scheffsky, durante la quale le indicai tutti gli errori che, con fermo proposito e buona volontà, avrebbe presto superato, si svolse per me come desideravo. La signora Cosima, con la quale parlai poco prima che salisse in carrozza, era molto soddisfatta.
Eilers la trovò terribile. E tuttavia devo ammettere che vidi già un frutto dei miei sforzi. Quando glielo dissi, e glielo dissi anche solo per mettere uno sparadrappo [1] sulle ferite che gli avevo inferto, fu così felice da coprirmi di baci. Il medico ha permesso che Wagner potesse recarsi alla prova la sera; non si lascia più trattenere.
[1] Nell’Ottocento lo sparadrappo indicava proprio quello che oggi chiamiamo cerotto. Il termine deriva dal francese sparadrap ed era molto usato nel linguaggio medico e farmaceutico.
Traduzione in italiano di Claudia Bilotti [© Claudia Bilotti | WAGNER Salon]
